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LUCE E COLORE NELLA MOSTRA DI PIETRO ANTONIO MANCA



Dopo la retrospettiva dedicata all'artista Bernardino Palazzi, “AR/S – Arte Condivisa in Sardegna” presenta la mostra “Espressioni immaginative di luce e colore” di Pietro Antonio Manca. In tre sedi espositive, tra Cagliari e Sassari, la Fondazione di Sardegna offre una panoramica sulla produzione artistica di uno dei maestri della pittura del Novecento in Sardegna.

 Sarà inaugurata giovedì 19 maggio 2016, alle ore 18, nella cornice espositiva del Ghetto – Centro Comunale d'Arte e Cultura, in via Santa Croce 18 a Cagliari, la mostra dedicata a Pietro Antonio Manca, l'artista di Sorso che nelle sue opere attinse ad una realtà nutrita di simbolismo. Il percorso, che si completa con le esposizioni complementari allestite negli spazi della Fondazione di Sardegna a Cagliari e Sassari, propone oltre 100 opere, provenienti per la maggior parte da collezioni private, alcune messe per la prima volta a disposizione del pubblico nell'ambito del secondo appuntamento di “AR/S – Arte Condivisa in Sardegna”.
Il progetto, di cui la Fondazione di Sardegna è soggetto ispiratore, si propone di promuovere la fruizione e diffusione del grande patrimonio artistico sardo, anche privato, altrimenti inaccessibile.

La mostra su Pietro Antonio Manca, a cura di Simona Campus, con la consulenza scientifica di Maria Luisa Frongia, ripercorre le tappe di una carriera artistica caratterizzata da una grande carica innovatrice. Accusato dal collega e contemporaneo Filippo Figari di eccessivo astrattismo, critico a sua volta nei confronti degli eccessi operati dalla scuola sarda della non figurazione,  Manca si è fatto portavoce di una nuova e inedita concezione artistica, quella della “pittura immaginativa”. Nei suoi autoritratti, nelle nature morte, nelle marine, il pittore di Sorso ha reso labili i contorni del disegno, realizzando opere in cui le figure appena si individuano, 'rendendo il colore magmatico, studiando il rapporto con la luce'. Nei suoi dipinti c'è la realtà interiorizzata e trasfigurata, l'essenza di ciò che egli vede e rappresenta.

Appassionato della filosofia di Schopenhauer, profondo conoscitore delle tesi di antroposofia di Steiner, a partire dagli anni Venti Pietro Antonio Manca ha dato vita ad una produzione artistica con connotazioni proprie, contribuendo in misura importante alla formazione di un'identità culturale e artistica impermeabile agli schemi prestabiliti.

La mostra a lui dedicata sarà aperta al pubblico fino al 30 luglio 2016.

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