Figli d'Arte Medas presenta la terza stagione di "Storytelling".

Anche quest'anno la hall della Fondazione di Sardegna sarà la culla di Storytelling anno terzo, importante rassegna in cui la Sardegna è la protagonista, sfondo di cinque importanti eventi storici di cronaca.
Fatti della storia intrappolati nel tempo, col rischio di essere dimenticati, verranno liberati e portati al pubblico con la naturalezza propria della narrazione e senza trascurare l'accuratezza storica. Scrittura, cinema, narrazione, radiodramma ci aiutano a proseguire con la sperimentazione. Il nostro intento è dar vita a una sorta di sincretismo tra le varie forme di comunicazione che consenta di cogliere il meglio di ognuna per portare al pubblico una "notizia" non asettica, ma nemmeno romantica e intrisa di futile sentimentalismo. Il nostro obiettivo è di riportare alla luce l'Umanità della notizia senza tentare un
inquinamento dei fatti, elevandola dall'appiattimento della Cronaca per tramutarla in Storia da raccontare.
Il 20 ottobre, alle ore 21:00, si apre la rassegna con "Il giovane Gramsci".
Esploreremo alcune pagine della vita del giovane Gramsci da sempre trascurate ma necessarie per comprendere l'uomo, l'intellettuale e il politico.
La storia che racconteremo è un affresco veloce e ironico della società sarda ed italiana tra la fine del XIX° secolo e i primordi del XX° sec, si sviluppa percorrendo insieme i luoghi della memoria di Gramsci.

La pace viene dalla comunicazione.” (Ezra Pound)
La Comunicazione può essere uno strumento per perseguire la pace ma la condizione essenziale è che sia Libera, Attiva e Indipendente.
Cosa intendiamo con queste parole? I cittadini oggi demandano il ruolo dell'Informazione e della Memoria ai media di massa, relegandosi ad un ruolo subalterno, passivo. Inoltre non è un segreto che i media di massa rappresentino, in un modo o nell'altro, l'espressione di gruppi di potere. Il rischio annesso a questa subalternità è quello di “subire l'informazione”. Si tratta di una comunicazione unilaterale che non lascia spazio a replica, alla rielaborazione. Come liberare l'Informazione? Come rendere attiva la Comunicazione della memoria?
L'Associazione Figli D'Arte Medas continua a lanciare una sfida e anche quest'anno “Storytelling 2017 anno terzo” si assume il compito e la responsabilità di liberare dalla comunicazione tradizionale quattro fatti di cronaca importanti, sviscerandoli davanti agli occhi degli spettatori tramite immagini, video, brani giornalistici, brani letterali, narrazioni da vivo, interviste ai protagonisti (reali o interpretati) delle storie. L'intento di "Storytelling anno terzo" è quello di celebrare l'informazione indipendente senza fare teatro, senza fare televisione, senza fare narrazione ma giocando con queste
“grammatiche” per realizzare qualcosa di nuovo. È un esperimento, una sorta di sincretismo tra le varie forme di comunicazione per offrire un'informazione alternativa che porti al cuore pulsante dei fatti senza tentare un inquinamento della vicenda ma elevandola dall'appiattimento della Cronaca per tramutarla in Storia da raccontare.

GLI SPETTACOLI
"IL GIOVANE GRAMSCI"
20 ottobre h 21:00 nella hall della Fondazione di Sardegna
di e con Gianluca Medas all' organetto Massimo Perra
Esploreremo alcune pagine della vita del giovane Gramsci, meglio noto come Nino, spesso trascurate ma necessarie per comprendere l'uomo, l'intellettuale e il politico. La sua storia diventa il pretesto per sottolineare l'importanza dello studio e dell'istruzione. Assieme al pubblico faremo un viaggio nel passato che ci permetterà di ricostruire i fermenti che hanno animato le lotte per il lavoro, le battaglie sindacali dei primi del 1900, i nomi delle personalità, le tensioni fra le classi sociali. Il racconto sarà un affresco veloce e ironico della società sarda e italiana tra la fine del XIX secolo e i primordi del XX secolo, si svilupperà percorrendo insieme i luoghi della memoria di Gramsci.
Sarà un viaggio originale e non scontato. Durante il racconto appariranno immagini di uomini e donne che narrano frammenti della vita del grande intellettuale raccolti da Gianlucas Medas, accompagnato dalla fisarmonica di Massimo Perra. Questo spettacolo è frutto della collaborazione con il Comune di Ales e della sua popolazione.
In video parteciperanno alla narrazione:
Emma Medas (una signora di Serri);
Alessandro Pani (Ing. Ferraris);
Filippo Salaris (Onorevole Pais Serra)

"IL CASO MANUELLA, una storia pericolosa"
03 novembre h 21:00 nella hall della Fondazione di Sardegna
di e con Gianluca Medas alla chitarra Marcello Peghin
Gianfranco Manuella, cagliaritano di 38 anni e padre di due figli, è un avvocato per niente brillante e per arrotondare ricetta merce di contrabbando, vende un po' di tutto, sigarette  liquori, hifi e televisori.
Il 22 aprile 1981 scompare misteriosamente. Le indagini, condotte da Fernando Bova giudice istruttore, beneficiano della collaborazione di quattro pentiti. Vengono coinvolti della "brutta faccenda" numerosi insospettabili e scavando si scopre che le radici di questo crimine affondano e si intrecciano con altri affari illeciti. Si arriva alla Cagliari potente e "per bene", fino agli esponenti responsabili del grande traffico di droga che investe l'isola. “Il segreto della scomparsa dell’avvocato Manuella – si legge nella motivazione della sentenza – sarebbe custodito all’interno della base Nato di Decimomannu. È qui che conducono gli unici traffici illeciti svolti da Manuella, anche se è impossibile stabilire con certezza di cosa si trattasse, a causa della reticenza di alcuni imputati”. È una storia pericolosa, che fa paura, e ci permetterà di raccontare la vita di una città apparentemente sonnecchiante ma che dietro la parvenza di perbenismo nasconde una realtà fatta di crimine, corruzione e potere.

"STORIA DELL'AUTONOMIA"
10 novembre h 21:00 nella hall della Fondazione di Sardegna
di e con Gianluca Medas al liuto Mauro Palmas
Contemporaneamente alla Costituzione Repubblicana nel 1948 viene promulgato lo Statuto Speciale che giunge alla sua attuazione dopo quello della Sicilia. L'8 Maggio del 1949 si tennero le prime elezioni regionali. Come si giunse allo Statuto? Quale fu il dibattito? E soprattutto, quali sono stati i compromessi? Quale utilità ebbe e quali speranze portò in quei difficili giorni della ricostruzione? La narrazione si pone come un momento di riflessione imparziale su un tema sempre più stringente.

"ALDO SCARDELLA, l'innocente"
24 novembre h 21:00 nella hall della Fondazione di Sardegna
di e con Gianluca Medas al liuto Mauro Palmas
La storia comincia il 23 dicembre del 1985. Erano le dieci di sera e due uomini armati entrano nel negozio di vini di Giovanni Battista Pinna proprio mentre sta chiudendo. I criminali fanno fuoco e il proprietario viene ucciso. Il giovane Aldo Scardella abita disgraziatamente proprio dove c'è il mandorleto utilizzato dai rapinatori come via di fuga, e scappando lasciano cadere un passamontagna. Scardella diventa subito un sospettato, casa sua viene perquisita e lui viene interrogato. Nonostante la perizia sul passamontagna dia riscontri negativi in merito a una possibile appartenenza al giovane viene arrestato il 29 dicembre, in isolamento giudiziario nel carcere di Oristano. La famiglia non sa dove si trova il figlio per ben 10 giorni, non danno al ragazzo la possibilità di accettare il proprio avvocato non consentendogli di firmare la delega necessaria. Subisce pressioni fisiche e psicologiche sulla base di «sufficienti indizi di colpevolezza», per strappargli una confessione che non arriverà mai. Aldo Scardella ha 24 anni quando si toglie la vita il 2 luglio 1986. Si impicca dopo 185 giorni di reclusione. Il racconto esplora la vicenda raccontando i punti salienti di un "ostinato cercare un colpevole" a tutti costi, il cui prezzo è stato la vita di un innocente.

"PIANO DI RINASCITA , il fallimento"
7 dicembre h 21:00 nella hall della Fondazione di Sardegna
di e con Gianluca Medas vocalist Claudia Aru, Simone Soro violino e Fabrizio Lai alla chitarra
L'emigrazione degli anni 50 ha caratterizzato la nostra isola in quel tempo, fu un vero e proprio esodo. Così nel 1951 venne istituito l'EFTAS, il suo compito era quello di promuovere l'attività del comparto agropastorale, ciò che sapevamo fare meglio. L'ente costituì un fondo che avrebbe avuto il nobile obiettivo di avviare la rinascita di un territorio a tutti gli effetti abbandonato. È il giugno del 1962 quando viene approvato dal governo italiano un piano di rinascita per la Sardegna e il finanziamento stanziato è di 140 miliardi di lire, da spalmare in 12 anni. Il piano, “misure legislative speciali per il finanziamento dell'industrializzazione della Sardegna (L. n.588 dell'11 giugno 1962)", prevedeva una serie di confuse misure per l'agricoltura e la pastorizia, la costruzione di infrastrutture e la nascita di due poli petrolchimici, uno a Porto Torres e uno a Sarroch. Si voleva trasformare l'isola in un polo industriale. E questo intento prosegue fino agli anni 70 quando viene creato un altro centro industriale a Ottana, fortemente voluto "Commissione d'inchiesta parlamentare sul banditismo in Sardegna". L'industrializzazione avrebbe dovuto indebolire le strutture socioeconomiche agropastorali ritenute fonte del fenomeno del banditismo. Oggi finalmente si può parlare di questo processo con lucidità e chiarezza, raccontando le
varie fasi di questo processo difficile in cui la Sardegna venne suo malgrado coinvolta. Fu un errore? Fu un'occasione mancata? Alla fine della storia ognuno risponderà a seconda del suo sentire.


DOVE
Nella hall della Fondazione di sardegna
Via S. Salvatore da Horta, 2,
Cagliari

INGRESSO
Ingresso libero.
Dato l'esiguo numero di posti è necessaria la prenotazione.

CONTATTI
• 389 299 66 41
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