25 aprile - La grande storia è fatta di tante piccole storie

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La grande storia è fatta di tante piccole storie, storie di piccoli paesi e di piccoli uomini, resi grandi dalla sofferenza e dalla drammaticità degli eventi bellici.
STORIA DI UN UOMO MAGRO è la storia di uno di loro...magro e povero “che vive in un paese povero, con gente che vive in case povere, senza luce”.
Magro… ma non troppo magro per partire e “andare a fare la guerra”. Magro ma non così magro per imbracciare un fucile e andare in Jugoslavia; una missione semplice, avevano detto, che però si trasforma presto in un inferno: neve e gelo con le scarpe di cartone a combattere una guerra persa in partenza. L'armistizio dell'8 settembre sembra ridare speranza. E invece Vittorio, sempre più magro, da soldato si trasforma in prigioniero di guerra. E dalla Jugoslavia viene portato in Germania. Storia di un uomo magro è la storia di un piccolo grande eroe italiano, sardo, magro, ma non così magro da essere bruciato in un forno dai tedeschi. Questa è la storia di un uomo magro che resterà vivo per due chili.
 
È una pagina di storia rimasta a lungo dimenticata nel dopoguerra, perché gran parte dei sopravvissuti, nella disperata volontà di voler cancellare ogni ricordo, ha tenuto per sé tutte le sofferenze patite.
 
Vittorio Palmas noto “Catzai” è stato l’ultimo testimone sardo delle atrocità dei lager nazisti in Germania, degli stupri e delle fucilazioni nella ex Jugoslavia e delle violenze fasciste in Italia. Le sue peripezie sono state raccolte dallo scrittore e giornalista Giacomo Mameli nel libro “Il forno e la sirena“ da cui il giovane attore sardo Paolo Floris ha tratto il suo monologo, dalla narrazione leggera nonostante il contenuto drammatico. Sempre solo in scena, racconta la vita di Vittorio sfiorando lo stile fiabesco, “utilizzando” la sua testimonianza per raccontare la storia di tanti uomini comuni, che la violenza della loro esperienza ha trasformato in eroi. E come in qualsiasi favola che si rispetti, STORIA DI UN UOMO MAGRO ha un dolce lieto fine, che non toglie però drammaticità alla realtà che è stata vissuta dai nostri nonni.
 
La memoria rimane se viene raccontata, così ha fatto Vittorio Palmas, così ha fatto Giacomo Mameli attraverso il suo libro e così ha fatto, tramite il palcoscenico, Paolo Floris.
 
Ed è grazie alla memoria che anche oggi, 25 aprile Festa della Liberazione, in un tempo sospeso in cui la nostra libertà di movimento è limitata, la speranza, i sogni e la voglia di libertà delle nostre menti e dei nostri cuori possono viaggiare senza confini.
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