Quattro anni di attività, il rafforzamento del ruolo della Fondazione di Sardegna nel territorio regionale e le prospettive di intervento nei prossimi anni. Sono i temi al centro del dialogo tra il presidente Giacomo Spissu e il direttore generale Carlo Mannoni, realizzato in occasione di Connessioni Future 2026.
Il confronto è stato l'occasione per ripercorrere un periodo caratterizzato dalla crescita delle risorse disponibili e dall'ampliamento delle attività della Fondazione, in un contesto regionale segnato da profondi cambiamenti sociali, economici e demografici. Un percorso che ha richiesto una maggiore capacità di analisi dei bisogni del territorio e il rafforzamento delle relazioni con istituzioni, università, enti locali e organizzazioni del Terzo settore.
La particolare distribuzione della popolazione sarda, con una prevalenza di piccoli comuni e una forte concentrazione nelle principali aree urbane, rappresenta uno degli elementi che orientano l'attività della Fondazione. "Il nostro lavoro richiede una conoscenza approfondita della realtà sociale, economica e culturale della Sardegna e una relazione costante con le sue comunità", ha sottolineato Spissu, richiamando l'importanza degli strumenti di ricerca e valutazione sviluppati anche attraverso la collaborazione con le università sarde e gli istituti di ricerca.
Nel corso del dialogo, Mannoni ha richiamato il rapporto tra la solidità patrimoniale della Fondazione e la sua capacità di sostenere un numero crescente di iniziative. "Una capacità reddituale ed erogativa che continua a essere molto importante", ha osservato il direttore generale, introducendo una riflessione sui progetti avviati negli ultimi anni, dal sostegno alle giovani generazioni alle iniziative per l'innovazione e la valorizzazione del patrimonio culturale.
Sul piano delle attività, la Fondazione ha rafforzato il sostegno ai settori tradizionali della propria missione, dalla cultura al sociale, dall'arte alle iniziative rivolte alle comunità. A questi interventi, che assorbono circa il 60% delle risorse, si affiancano i progetti sviluppati direttamente dalla Fondazione, con particolare attenzione alla formazione, alla ricerca, all'innovazione e alla collaborazione con le amministrazioni locali.
Un aspetto centrale riguarda la continuità degli interventi. Attraverso le convenzioni con gli enti locali e le collaborazioni con le organizzazioni del territorio, la Fondazione punta a sostenere iniziative capaci di svilupparsi su più anni. "Dietro la scelta di un progetto ci sono soggetti che lavorano con la sicurezza della continuità temporale", ha spiegato Spissu, evidenziando l'importanza di garantire condizioni che consentano agli operatori di programmare le attività, consolidare le competenze e valutare i risultati raggiunti.
Tra gli ambiti di maggiore impegno figurano l'educazione e il sostegno alle nuove generazioni. In questo settore sono stati sviluppati percorsi di collaborazione tra scuole, amministrazioni comunali e realtà educative, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle comunità nei processi formativi. Parallelamente, attraverso iniziative dedicate all'innovazione e al sostegno alle startup, la Fondazione contribuisce alla crescita di nuove imprese e allo sviluppo di opportunità economiche e professionali.
Il dialogo ha affrontato anche le principali sfide che attendono la Sardegna, a partire dalla crisi demografica. Il calo delle nascite, l'invecchiamento della popolazione e le difficoltà incontrate dalle giovani generazioni richiedono interventi che mettano in relazione lavoro, servizi, istruzione e sostegno alle famiglie. "È un tema generale che riguarda la difficoltà di fare e crescere figli", ha osservato Spissu, sottolineando la necessità di affrontarlo in modo trasversale, intervenendo in particolare sul lavoro femminile, sui servizi e sull'assistenza alle famiglie.
In questo quadro, la Fondazione intende proseguire il proprio impegno attraverso il sostegno ai progetti del territorio, lo sviluppo di iniziative dirette e il rafforzamento delle collaborazioni a livello regionale, nazionale e internazionale. Un lavoro che trova nella conoscenza dei bisogni, nella continuità degli interventi e nella costruzione di relazioni tra soggetti diversi gli elementi centrali della propria attività.




