Si sono svolti a Cagliari, martedì 21 e mercoledì 22 aprile, gli eventi conclusivi dei percorsi Hack the School! e Biotech Lab, iniziative ideate da Fondazione Golinelli e sostenute dalla Fondazione di Sardegna, con il supporto di Apply Consulting.
I due programmi, rivolti a studenti delle scuole secondarie di secondo grado, hanno coinvolto complessivamente oltre 300 partecipanti provenienti da istituti di tutta la Sardegna, tra cui l’IIS Primo Levi di Quartu Sant’Elena, l’ITI – plesso ITC di Tortolì, l’IIS Asproni-Fermi di Iglesias, l’IIS Sergio Atzeni di Capoterra, l’IIS Enrico Fermi di Buddusò e Thiesi e l’IIS Luigi Einaudi di Senorbì, confermando un modello educativo fondato sull’approccio STEAM e su una didattica interdisciplinare orientata allo sviluppo di competenze trasversali.
“La scuola è un bene comune in cui investire sulla formazione delle giovani generazioni per metterle nelle condizioni di comprendere il tempo che vivono e affrontarne le trasformazioni con strumenti adeguati. Progetti come Hack the School! e Biotech Lab mostrano come l’innovazione didattica possa rendere l’apprendimento più efficace, coinvolgente e vicino alla realtà. L’integrazione tra discipline, l’uso delle tecnologie e il lavoro su problemi concreti aiutano gli studenti a sviluppare autonomia, spirito critico e capacità di collaborazione. La partnership con la Fondazione Golinelli, ormai consolidata, va in questa direzione: costruire percorsi educativi che uniscono qualità dei contenuti e sperimentazione, con l’obiettivo di rafforzare le opportunità per i giovani e contribuire allo sviluppo del territorio” ha affermato Giacomo Spissu, Presidente Fondazione di Sardegna.
“I risultati raggiunti confermano la capacità di questi percorsi di generare partecipazione, competenze e visione tra le nuove generazioni», ha dichiarato Eugenia Ferrara. «Il crescente coinvolgimento degli studenti testimonia la solidità di un modello educativo che si rafforza nel tempo e si estende sul territorio. L’approccio STEAM, che integra discipline scientifiche e umanistiche, si dimostra efficace nello sviluppo della creatività e della capacità di affrontare problemi complessi, ma anche nell’orientare i ragazzi nelle scelte formative future. Le esperienze proposte, dagli hackathon alle attività di laboratorio fino agli ambienti immersivi in realtà virtuale, permettono di sperimentare modalità di apprendimento attive e collaborative, strettamente connesse ai contesti reali e alle trasformazioni in corso”.
La giornata del 22 aprile, all’Auditorium di Palazzo CIS, ha ospitato la cerimonia finale della quarta edizione di Hack the School!, percorso incentrato sull’utilizzo di metodologie collaborative tipiche degli hackathon. Nel corso delle attività, gli studenti hanno sviluppato progetti dedicati a soluzioni tecnologiche per migliorare gli ambienti scolastici in termini di sostenibilità, inclusione ed efficienza. Sul palco sono stati presentati gli otto team finalisti selezionati nei diversi appuntamenti territoriali, con l’assegnazione dei premi ai migliori progetti.
Al primo posto si sono classificati quattro progetti:
- Calandi, sviluppato dagli studenti del Liceo Levi di Quartu Sant'Elena, propone una soluzione per ottimizzare gli spostamenti tra aula e laboratorio all'interno delle scuole. Attraverso un dispositivo basato su tecnologia Micro:bit, il sistema permette al docente di segnalare in tempo reale la propria posizione, fornendo agli studenti indicazioni visive chiare sulla destinazione della lezione. Questo sistema di comunicazione wireless riduce la confusione e le perdite di tempo, garantendo transizioni più fluide e una migliore organizzazione delle attività scolastiche.
- La Campanella Inclusiva, sviluppata dagli studenti dell’IIS Asproni Fermi di Iglesias (Sud Sardegna), è un sistema pensato per rendere la scuola più accessibile alle persone non udenti. Tramite un sensore che rileva le vibrazioni della campanella e una rete di Micro:bit, il segnale acustico viene convertito in un avviso luminoso, garantendo una percezione immediata e inclusiva delle comunicazioni scolastiche.
- Light Sense, sviluppata dagli studenti dell’IIS Sergio Atzeni di Capoterra (Cagliari), è una soluzione intelligente per ridurre gli sprechi energetici negli ambienti scolastici e lavorativi: grazie a un sistema basato su Micro:bit e sensori ambientali, monitora luce naturale e presenza, regolando automaticamente l’illuminazione per ottimizzare i consumi e migliorare l’efficienza energetica.
- Idro-bit, sviluppata dagli studenti dell’IIS Enrico Fermi di Thiesi (Sassari), è una soluzione pensata per automatizzare la cura delle piante in contesti scolastici: grazie a un sistema motorizzato che regola il flusso d’acqua, consente di irrigare in modo semplice e continuativo, riducendo la necessità di intervento umano e garantendo una gestione più efficiente e costante.
Al secondo posto si sono classificati altri quattro progetti:
- Calandi, sviluppato dagli studenti del Liceo Levi di Quartu Sant'Elena, propone una soluzione per ottimizzare gli spostamenti tra aula e laboratorio all'interno delle scuole. Attraverso un dispositivo basato su tecnologia Micro:bit, il sistema permette al docente di segnalare in tempo reale la propria posizione, fornendo agli studenti indicazioni visive chiare sulla destinazione della lezione. Questo sistema di comunicazione wireless riduce la confusione e le perdite di tempo, garantendo transizioni più fluide e una migliore organizzazione delle attività scolastiche.
- La Campanella Inclusiva, sviluppata dagli studenti dell’IIS Asproni Fermi di Iglesias (Sud Sardegna), è un sistema pensato per rendere la scuola più accessibile alle persone non udenti. Tramite un sensore che rileva le vibrazioni della campanella e una rete di Micro:bit, il segnale acustico viene convertito in un avviso luminoso, garantendo una percezione immediata e inclusiva delle comunicazioni scolastiche.
- Light Sense, sviluppata dagli studenti dell’IIS Sergio Atzeni di Capoterra (Cagliari), è una soluzione intelligente per ridurre gli sprechi energetici negli ambienti scolastici e lavorativi: grazie a un sistema basato su Micro:bit e sensori ambientali, monitora luce naturale e presenza, regolando automaticamente l’illuminazione per ottimizzare i consumi e migliorare l’efficienza energetica.
- Idro-bit, sviluppata dagli studenti dell’IIS Enrico Fermi di Thiesi (Sassari), è una soluzione pensata per automatizzare la cura delle piante in contesti scolastici: grazie a un sistema motorizzato che regola il flusso d’acqua, consente di irrigare in modo semplice e continuativo, riducendo la necessità di intervento umano e garantendo una gestione più efficiente e costante.
Il 21 aprile si è svolto l’evento conclusivo del Biotech Lab, durante il quale gli studenti hanno assistito a un science show di chimica a cura di Danilo Gasca, che ha trasformato il palco in un laboratorio tra esperimenti, dalla chimica dell'energia alla sostenibilità e fino alla storia della terra, mostrando la chimica come chiave di lettura del reale.
Il percorso, avviato a novembre 2025, e dedicato all’educazione scientifica e tecnologica, con particolare riferimento alle biotecnologie, ha integrato attività online, esperienze in presenza e laboratori in realtà virtuale, offrendo agli studenti occasioni di apprendimento basate sul metodo scientifico. Tra le attività svolte, esercitazioni di DNA fingerprinting e simulazioni di laboratorio attraverso ambienti virtuali immersivi sviluppati da Golinelli LiVE.




