Il MAN di Nuoro ospita, negli spazi dell’ISOLA di MAN, la fase conclusiva di “Ecce Homo, come si presenta ciò che si è”, progetto di arte partecipata realizzato da Marco Ceraglia e dall’associazione culturale Ordinarimai a Borutta tra il 2021 e il 2025, con il sostegno del Comune di Borutta, della Fondazione di Sardegna e del C.S.C. Carbonia Società Umanitaria.
Il progetto nasce come azione condivisa di riflessione sullo spopolamento e sulla capacità delle piccole comunità di costruire forme di presenza, memoria e resistenza culturale. Attraverso il coinvolgimento diretto degli abitanti di Borutta e dei benedettini della Basilica di Sorres, Ceraglia ha realizzato una campagna fotografica che ha progressivamente composto un archivio umano e visivo dedicato al paese, ai suoi luoghi e alle persone che lo abitano.
“Ecce Homo” raccoglie ritratti individuali realizzati nelle case, nelle strade e negli spazi quotidiani della comunità. Le immagini costruiscono un ritratto collettivo del paese, nel quale la fotografia diventa strumento di documentazione, relazione e restituzione. Il percorso richiama, tra le sue suggestioni, l’esperienza di “Un paese”, il progetto realizzato da Cesare Zavattini e Paul Strand a Luzzara, e si pone in continuità con il precedente lavoro di Ceraglia a Banari, “Il ritratto di gruppo più grande del mondo”.
L’esito finale del progetto comprende la pubblicazione del volume fotografico “Gente di Borutta”, la realizzazione di un documentario e un’installazione permanente in DiBond collocata all’ingresso del paese, composta da un grande collage della campagna fotografica realizzata nel corso del progetto. Per l’occasione, è allestita anche una grande immagine wallpaper tratta da “Il ritratto di gruppo più grande del mondo”, precedente azione realizzata da Marco Ceraglia con la comunità di Banari.
La presentazione al MAN si tiene giovedì 4 giugno alle 18, alla presenza dell’autore. Intervengono Silvano Arru, sindaco di Borutta, Antonietta Mazzette e Silvia Serreli dell’Università degli Studi di Sassari, Alberto Soi, curatore della pubblicazione, Simone Cicalò, che ha curato l’assistenza alla regia e la realizzazione del documentario, Gianluigi Dettori, autore delle musiche, e Alessandra Menesini, critica d’arte.




