Fondo per la Repubblica Digitale, 9,5 milioni per il canale di cofinanziamento

Fondo per la Repubblica Digitale, 9,5 milioni per il canale di cofinanziamento
Prosegue fino al 31 dicembre 2026 la seconda edizione del canale di cofinanziamento promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale. L’iniziativa mette a disposizione circa 9,5 milioni di euro per sostenere progetti dedicati allo sviluppo delle competenze digitali e all’inclusione sociale, economica e lavorativa.
 
Il canale è rivolto agli enti erogatori privati, in qualità di cofinanziatori, e ai soggetti privati senza scopo di lucro incaricati della realizzazione degli interventi. L’obiettivo è favorire la collaborazione tra organizzazioni profit e non profit, valorizzando la condivisione di risorse, competenze ed esperienze attraverso percorsi di coprogettazione. Le risorse del Fondo potranno coprire fino al 50 per cento del costo complessivo di ciascun progetto. La quota restante dovrà essere garantita da uno o più cofinanziatori, mentre il contributo minimo richiedibile al Fondo è pari a 100 mila euro.
 
Le iniziative potranno essere sviluppate attraverso bandi pubblici promossi congiuntamente dal Fondo e da altri enti erogatori, progetti presentati direttamente da enti privati senza scopo di lucro e già sostenuti per almeno il 50 per cento da uno o più cofinanziatori, oppure interventi individuati congiuntamente dal Fondo e dagli enti erogatori. I progetti dovranno promuovere opportunità formative in ambito digitale capaci di favorire l’inserimento professionale e l’inclusione sociale, con particolare attenzione alle persone maggiormente esposte al rischio di esclusione dai processi di trasformazione tecnologica.
 
La selezione si articola in una prima fase di presentazione dell’idea progettuale e in una successiva fase di progettazione esecutiva, riservata alle proposte ritenute idonee. Tra i requisiti richiesti figurano la coerenza con la missione del Fondo, la condivisione preliminare dell’iniziativa con uno o più cofinanziatori, la corrispondenza tra bisogni, obiettivi, risorse e tempi, una durata compresa tra 12 e 24 mesi e la previsione di attività dedicate alla valutazione dell’impatto. Le proposte saranno esaminate in ordine cronologico e potranno essere inviate entro il 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.

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