Al MAN di Nuoro due nuove mostre dedicate a Luigi Mazzarelli e Paolo Cavinato

Al MAN di Nuoro due nuove mostre dedicate a Luigi Mazzarelli e Paolo Cavinato
Venerdì 25 settembre, il MAN Museo d’Arte Provincia di Nuoro inaugura due nuove mostre negli spazi rinnovati del piano nobile del museo. I progetti, entrambi inediti, sono dedicati a Luigi Mazzarelli e Paolo Cavinato e sviluppano, attraverso linguaggi e percorsi differenti, una riflessione sui temi del tempo e della percezione, della forma e dell’illusione.
Luigi Mazzarelli. Il Libro Bianco riporta l’attenzione sull’opera dell’artista cagliaritano a vent’anni dalla sua morte e a oltre quarant’anni dall’ultima esposizione in un’istituzione pubblica italiana. Al centro della mostra è Il Libro Bianco, progetto al quale Mazzarelli lavorò dalla fine degli anni Ottanta fino al 2006 e che raccoglie in tre volumi manoscritti, miniati e illustrati il suo percorso artistico, filosofico e teorico.
L’esposizione ricostruisce una ricerca sviluppata lungo la seconda metà del Novecento e segnata anche dai due roghi d’artista del 1970 e del 1996, con i quali Mazzarelli distrusse gran parte della propria produzione precedente. La mostra è curata da Chiara Gatti, da un progetto di Elisabetta Masala, con il coordinamento di Rita Moro e un intervento di Alessandro Biggio in qualità di visiting artist.
La seconda mostra, Paolo Cavinato. Hall of Mirrors, propone un progetto dell’artista mantovano costruito intorno ad Attraverso, installazione percorribile composta da specchi ed effetti visivi e percettivi. Il lavoro mette in relazione spazio, corpo e architettura e richiama anche le rifrazioni del pozzo sacro di Santa Cristina. Il progetto sonoro è di Stefano Trevisi.
Il percorso comprende inoltre lavori precedenti di Cavinato, tra cui Drops, concepita nel 2000, e opere più recenti della serie Inner Spaces, poste in dialogo con l’installazione realizzata per gli spazi del MAN. Anche Hall of Mirrors è curata da Chiara Gatti, con il coordinamento di Rita Moro e la partecipazione di Stefano Trevisi.

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