MaDIS Master di 1° Livello in Danza e Inclusione Sociale

MaDIS Master di 1° Livello in Danza e Inclusione Sociale

Si svolgerà in Sardegna il primo Master di 1° Livello in Danza e Inclusione Sociale (MaDIS) promosso dall’Accademia Nazionale di Danza (MIUR) in collaborazione con l’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, il CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna, l’associazione Tersicorea/ Officina delle arti sceniche e performative, la cooperativa Maya INC e l’ASMED/ Associazione Sarda Musica e Danza. Un progetto triennale rivolto a laureati in Danza, Discipline dello Spettacolo e Scienze Motorie che punta alla formazione di operatori con competenze nelle arti coreutiche e nell’ideazione di iniziative e interventi mirati per favorire l’aggregazione e superare barriere e discriminazioni, realizzato con il patrocinio e il sostegno del MiBAC, dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della RAS e del Comune di Selargius e con il fondamentale contributo della Fondazione di Sardegna. Il MaDIS - coordinato dalla danzatrice e coreografa Francesca La Cava - sarà ospitato negli spazi del Teatro Civico Si ‘e Boi di Selargius e in altri Istituti partner presenti sul territorio nel triennio 2019-2021 per complessive 1500 ore insegnamenti teorici e pratici – dall’approfondimento di tecniche e forme di improvvisazione coreutica-musicale al rapporto fra danza e musica nella creazione di una coreografia alla danza come strumento di aggregazione e integrazione sociale in seno a una società multiculturale e multietnica - nel rispetto dell’identità e della storia di ciascuno. Oltre alle lezioni teoriche e pratiche affidate a docenti dell’Accademia di Danza di Roma sono previsti laboratori e tirocini a cura di coreografi e danzatori conosciuti e apprezzati a livello internazionale - da Andrea Gallo Rosso con “Moving Closer - verso Pièce per CINQUE” per approfondire i diversi aspetti dall’Improvvisazione alla Danza di Comunità a partire da due temi fondamentali: conflitto e memoria; al laboratorio di scrittura coreografica tenuto da Stefano Mazzotta, intitolato “Per una didattica del corpo narrativo”. L’artista curerà anche il tirocinio “Verso Elegia” nell’ambito della residenza artistica “Interconnessioni” per l’elaborazione di un vocabolario gestuale originale. Si fonda su Release Technique e Floorwork (dalla metodologia di Anna Teresa de Keersmaeker) il laboratorio curato da Sara Angius “Un’esperienza di movimento” – in una dialettica tra istinto e ragione. “Il corpo che parla, il corpo che ascolta” è il titolo del laboratorio diretto da Guido Tuveri che studia forme e dinamiche di un “movimento introspettivo”.

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