Il volume “Il banchiere letterato scrittore e giornalista”, dedicato ad Angelo Giagu De Martini, è stato presentato venerdì 6 marzo a Sassari, nel corso di un incontro organizzato dalla Fondazione di Sardegna e dedicato al profilo culturale, civile e professionale di una figura significativa per la storia della città e dell’Isola. Dopo i saluti del Presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu e del Sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, sono intervenuti Maria Luisa Sini, già dirigente dell’Ufficio Studi e Segretaria Generale del Banco di Sardegna, il critico letterario Alessandro Marongiu, Giovanni Fiori, Direttore della Biblioteca dell’Università degli Studi di Sassari, e Sandro Ruju, curatore del volume. Ha coordinato il giornalista Costantino Cossu.
Nel suo intervento introduttivo, il Presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu ha evidenziato come il volume consenta di restituire una dimensione meno conosciuta della figura di Giagu De Martini: “Questo lavoro ci restituisce non solo il banchiere e il direttore generale del Banco di Sardegna, ma una figura molto più sfaccettata: quella di un intellettuale e di una persona di grande cultura”. Spissu ha inoltre richiamato il ruolo svolto da Giagu De Martini nel dibattito che accompagnò la nascita del Banco di Sardegna e la definizione della sua sede: “In un momento in cui si discuteva se la direzione generale dovesse essere collocata a Cagliari o a Sassari, Giagu intervenne con argomenti tecnici ed economici nel confronto pubblico, sostenendo la scelta di Sassari. Non si trattava di una posizione campanilistica, ma di una riflessione più ampia sul ruolo dell’istituto e sulla sua funzione nel sistema economico regionale”.
Il Presidente ha inoltre ricordato come la sua attività giornalistica, testimoniata anche dalle numerose recensioni cinematografiche pubblicate sulla Nuova Sardegna, rappresenti un ulteriore segno della vivacità culturale che caratterizzò una stagione importante della vita intellettuale sassarese e sarda.
Il Sindaco di Sassari Giuseppe Mascia ha collegato la figura di Giagu De Martini al tema della formazione della classe dirigente, mettendo in evidenza il valore di un profilo capace di tenere insieme competenze diverse: “Il merito di questo libro non è soltanto guardarsi indietro, ma ricordarci, mentre guardiamo avanti, che per svolgere bene una funzione servono più capacità insieme: cultura, visione, competenza e senso delle istituzioni”. Nel suo intervento, Mascia ha osservato come il tratto distintivo di Giagu De Martini risiedesse proprio nella capacità di unire sapere umanistico, responsabilità pubblica e competenza professionale.
Maria Luisa Sini ha proposto una lettura della figura di Giagu De Martini alla luce della storia del Banco di Sardegna, insistendo sugli elementi di continuità tra il giovane intellettuale e il futuro direttore generale dell’istituto: “Uno degli elementi di continuità più evidenti è l’attenzione intelligente che riserva alla situazione economica e sociale della Sardegna e alla necessità di tenere insieme funzione creditizia, tutela del risparmio e autonomia gestionale”. Sini ha ricostruito alcuni passaggi centrali della vicenda del Banco, soffermandosi sul ruolo svolto da Giagu De Martini nel consolidamento dell’istituto, nel rafforzamento patrimoniale e nell’apertura verso nuovi strumenti e servizi finanziari, senza interrompere il rapporto con il territorio.
Alessandro Marongiu ha invece concentrato il proprio intervento sulla qualità letteraria degli scritti raccolti nel volume, evidenziando la maturità stilistica già presente nei testi giovanili: “Negli scritti raccolti in questa antologia vediamo un autore giovanissimo che dimostra una notevole padronanza della scrittura e la capacità di sapere esattamente che cosa vuole dire e come vuole dirlo”. Marongiu ha richiamato in particolare il rapporto tra città e memoria, la presenza della poesia nella prosa e l’attenzione alla precisione lessicale, riconoscendo nei testi di Giagu De Martini una voce di forte consapevolezza formale.
Giovanni Fiori ha inserito la figura di Giagu De Martini nel contesto della storia culturale sassarese del Novecento, richiamando anche il recente ingresso nella Biblioteca universitaria di una parte consistente della sua biblioteca personale: “Una biblioteca privata non è soltanto un insieme di volumi, ma una struttura mentale, una cartografia delle priorità intellettuali del suo possessore”. Fiori ha spiegato come lo studio del fondo librario consenta di leggere in modo più profondo la formazione di Giagu De Martini, mettendo in relazione cultura classica, diritto, storia, economia e visione civile.
Nelle conclusioni, Sandro Ruju ha ricordato la genesi del volume e il lavoro di ricerca che ne ha accompagnato la preparazione, sottolineando anche il rischio che il libro, pubblicato negli anni della pandemia, restasse poco visibile nel dibattito pubblico: “Questo libro permette di riscoprire una figura che meritava di essere riportata alla conoscenza pubblica, non solo per la sua vicenda bancaria, ma per la sua qualità intellettuale e per il ruolo che ha avuto nella vita culturale sassarese e sarda”. Ruju ha inoltre richiamato il valore della collaborazione con Caterina Ruju per la curatela del volume e il contributo offerto da materiali dispersi, raccolte private e ricerche precedenti nel ricostruire il profilo di Giagu De Martini giornalista, autore e animatore della terza pagina della Nuova Sardegna.




