Trentadue appuntamenti in tredici città dell’Isola, con il coinvolgimento di trentotto relatori e centodiciannove associazioni. È stato presentato nella sede della Fondazione di Sardegna il nuovo ciclo dei Dialoghi nuragici, promosso dall’Associazione “La Sardegna verso l’Unesco”, in programma dal 10 marzo al 15 giugno 2026.
All’incontro sono intervenuti il Presidente dell’Associazione Pierpaolo Vargiu, il Presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu, l’Assessora regionale dell’Istruzione e dei Beni culturali Ilaria Portas, il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, la Responsabile della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna Gianfranca Salis, il Prorettore delegato al Territorio e all’Innovazione dell’Università di Cagliari Fabrizio Pilo.
Il programma 2026 si articola tra Alghero, Cagliari, Carbonia, Nuoro, Olbia, Oristano, Quartu Sant’Elena, San Gavino Monreale, Sassari, Sanluri, Serramanna, Tempio Pausania e Tortolì, con un calendario di incontri dedicati alla civiltà nuragica e ai suoi monumenti – nuraghi, villaggi, tombe dei giganti e pozzi sacri – oggi inseriti nella Tentative List UNESCO nell’ambito del percorso di candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale.
La Fondazione di Sardegna è partner dell’iniziativa e sostiene fin dall’origine il progetto di candidatura. “Abbiamo condiviso e sostenuto questa iniziativa, accompagnandola anche nella scelta di attivare una partnership tecnica qualificata per la predisposizione del Dossier e del Piano di Gestione. È un percorso complesso, inserito in un contesto internazionale altamente competitivo, ma riteniamo che sia stata una scelta giusta e siamo soddisfatti di avervi contribuito – ha dichiarato il Presidente Giacomo Spissu –. Al di là dell’esito della procedura, che naturalmente auspichiamo positivo, registriamo un dato per noi significativo: le attività dell’Associazione stanno accrescendo l’attenzione e la conoscenza intorno al patrimonio nuragico. Il fatto che si stia sviluppando un interesse più ampio, anche tra i giovani e nelle scuole, rappresenta già un risultato importante. La Fondazione conferma il proprio impegno a contribuire alla crescita di un’iniziativa che rafforza la conoscenza e la valorizzazione di un patrimonio che appartiene a tutta la Sardegna”.
Il Presidente dell’Associazione “La Sardegna verso l’Unesco”, Pierpaolo Vargiu, ha evidenziato come il patrimonio nuragico rappresenti una presenza diffusa in tutto il territorio regionale, con un monumento ogni due chilometri quadrati, e come le maggiori concentrazioni si trovino nelle aree interne. Il ciclo di incontri nasce anche con l’obiettivo di coinvolgere le comunità locali in un percorso di valorizzazione che può contribuire a nuove opportunità di sviluppo e contrastare lo spopolamento, rafforzando il riconoscimento dell’identità storica dell’Isola a livello internazionale.
L’Assessora regionale dell’Istruzione e dei Beni culturali, Ilaria Portas, ha sottolineato l’importanza del percorso di candidatura non solo in vista del riconoscimento UNESCO, ma come occasione di crescita culturale e di maggiore consapevolezza per l’intera comunità regionale, in particolare per le giovani generazioni. La partecipazione di istituzioni, università e associazioni testimonia un interesse diffuso e la volontà di lavorare in rete su un progetto che valorizza il patrimonio storico della Sardegna.




