Dal 6 all’8 novembre 2026 Galtellì ospita la seconda Convention mondiale delle culture religiose e laiche, “L’ONU delle religioni”, promossa dall’Associazione Istituto delle Culture Religiose per l’Umanità e la Pace “Demetrio Marco De Luca – Siamo tutti fratelli”. L’iniziativa riunisce rappresentanti delle diverse tradizioni religiose, delle culture laiche, delle istituzioni e del mondo accademico per un confronto sul ruolo del dialogo interreligioso nella prevenzione dei conflitti, nella tutela dei diritti umani e nella promozione della cooperazione tra i popoli. Al centro dell’incontro, il progetto di una sede permanente di confronto tra le grandi religioni, le culture laiche e le istituzioni internazionali, sviluppato a partire dal pensiero del professor Demetrio Marco De Luca.
I lavori si aprono venerdì 6 novembre alle ore 10 con la sessione “Le culture religiose di fronte ai mutamenti dello scenario mondiale”, moderata dal giornalista Romano Cannas. Dopo gli interventi introduttivi dei rappresentanti istituzionali, il presidente dell’associazione promotrice, Angelo Rojch, presenterà il progetto “L’ONU delle religioni”, mentre Francesco Beltrame Quattrocchi, presidente dell’Alto Comitato “Siamo tutti fratelli”, ne illustrerà gli obiettivi e le strategie. Seguiranno gli interventi di Giuseppe Pisanu, già ministro dell’Interno, Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna, Attilio Mastino, rettore emerito dell’Università di Sassari, del rabbino Alexander Goldberg e dell’arcivescovo Vincenzo Paglia, collegato in video. Il presidente Spissu interverrà sul tema “La piattaforma Sardegna Mediterranea e l’area del malessere delle zone interne”, con un contributo dedicato al ruolo della Sardegna nello spazio mediterraneo e alle criticità che interessano i territori dell’Isola.
Nel pomeriggio il confronto proseguirà con contributi dedicati ai conflitti internazionali, alla cooperazione tra Oriente e Occidente, al dialogo interculturale e al ruolo delle comunità religiose nella costruzione della pace. Parteciperanno rappresentanti delle tradizioni cristiana, ebraica, musulmana e buddhista, insieme a esponenti delle culture laiche e delle organizzazioni internazionali.
Sabato 7 novembre i lavori si concentreranno sul progetto di un Centro Euro-Mediterraneo e della piattaforma “Sardegna Mediterranea”, con particolare attenzione alle disuguaglianze territoriali, all'insularità, alle prospettive di sviluppo delle aree interne e alle relazioni tra Europa e Africa. Il confronto coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni regionali ed europee, del mondo economico, sindacale e accademico. La sessione pomeridiana sarà dedicata alle proposte strategiche della Convention, tra cui l'istituzione di un Parlamento delle culture religiose, la definizione di una Magna Charta dei valori condivisi e di un Codice etico universale, il rafforzamento del ruolo delle Nazioni Unite nella prevenzione dei conflitti e la tutela delle minoranze religiose. Saranno affrontati anche lo status delle religioni monoteistiche a Gerusalemme e le questioni etiche che interessano le giovani generazioni. Le proposte saranno ulteriormente sviluppate in vista di una seconda sessione internazionale prevista nella primavera del 2027.
La giornata conclusiva, domenica 8 novembre, sarà dedicata alla presentazione della “Via dei Simboli delle religioni” e del progetto di museo a cielo aperto, un percorso artistico e culturale legato alla storia religiosa di Galtellì e al patrimonio del Crocifisso de Los Milagros.




