“Aurora sarda”, dopo un secolo rivede la luce il libro che racconta la diga del Tirso

“Aurora sarda”, dopo un secolo rivede la luce il libro che racconta la diga del Tirso

Rivede la luce dopo un secolo – in 150 copie anastatiche finanziate fra gli altri dai Comuni di Ula Tirso e Berchidda e dalla Fondazione di Sardegna - il romanzo della costruzione della diga del Tirso, Aurora sarda, di Pietro Casu. Il libro sarà presentato il 5 settembre a Ula Tirso in un incontro cui parteciperanno Gonaria Floris, già docente di Letteratura italiana all'Università di Cagliari, che terrà una relazione dal titolo ''il romanzo della diga e dell'idillio di Santa Chiara, o la scommessa della modernità di Pietro Casu'', e il preside del liceo Parini di Milano, Giuseppe Soddu, studioso di Casu del quale è pronipote, che presenterà una relazione dal titolo ''Specialmente sardo. L'uomo, il sacerdote, lo studioso, lo scrittore''. Il dibattito sarà preceduto dagli interventi dei sindaci dei comuni di Ula Tirso e di Berchidda, Ovidio Loi e Andrea Nieddu, e di Bastianina Calvia dell'Associazione Eredi Pietro Casu, l'incontro è coordinato da Umberto Cocco, giornalista e presidente di Paesaggio Gramsci

 

Pietro Casu, all’epoca sacerdote a Berchidda, è stato autore di romanzi e novelle e traduttore della Divina Commedia in sardo-logudorese, ha pubblicato il volume nel 1922 prima dell'inaugurazione della diga: mai più ristampato, il libro racconta l'insediamento del cantiere di Santa Chiara che il prete probabilmente vede nascere, nei viaggi che lo portano sino in Campidano per tenere le omelie in sardo per le quali era popolare.

 

Il libro di Casu, che frequenta anche quella parte della Sardegna e se ne informa, racconta anche le paure dei contadini e dei proprietari per la sommersione delle terre, ma scorge le prime spinte all'organizzazione operaia e socialista fra gli occupati del cantiere, vede le vecchie faide sopravviventi e le dinamiche sociali nuove, anche gli amori, fra ingegneri continentali e ragazze del paese, manovali e giovani braccianti trasportatrici di sabbia. E sullo sfondo di questo mondo brulicante, man mano che si staglia lo sbarramento di Angelo Omodeo, il sacerdote fa coincidere il sogno di modernizzare la Sardegna delle classi dirigenti liberali, col disegno della Provvidenza, di un'isola rinnovata, irrigata, «i villaggi ridesti a una nuova speranza».

 

L'iniziativa è organizzata dall'associazione Paesaggio Gramsci che con il comune di Ula Tirso e stavolta quello di Berchidda sta ricordando da due anni l'avvio del cantiere del 1918 che arrivò a occupare sedicimila operai, sino al 1924 quando lo sbarramento venne inaugurato dal re Vittorio Emanuele.

Related

Rimani sempre aggiornato sugli eventi della Fondazione