Fondazione di Sardegna, Il 14 maggio inaugura a Cagliari la mostra Mediterraneo dei primordi di Luca Tamagnini

Fondazione di Sardegna, Il 14 maggio inaugura a Cagliari la mostra Mediterraneo dei primordi di Luca Tamagnini
La Fondazione di Sardegna, nell'ambito della piattaforma AR/S – Arte Condivisa, presenta la mostra Sardegna. Paesaggio Costiero – Mediterraneo dei primordi, un progetto fotografico di Luca Tamagnini che esplora la relazione tra conservazione, bellezza e trasformazione del paesaggio marino dell'isola.  L'esposizione sarà allestita negli spazi della sede di Cagliari, in via San Salvatore da Horta 2, e sarà inaugurata giovedì 14 maggio alle ore 18. A moderare i lavori sarà Franco Carta, responsabile di AR/S. Interverranno il Presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu, l'autore del progetto Luca Tamagnini, il Presidente della Fondazione IMC – Centro Marino Internazionale Augusto Navone e il Direttore del Parco Nazionale dell'Asinara Vittorio Gazale.
 
“Il paesaggio costiero della Sardegna è un patrimonio comune che custodisce equilibri ambientali rari nel Mediterraneo e racconta il rapporto che le comunità dell'isola hanno costruito nel tempo con il mare. La sua tutela è una responsabilità collettiva e una scelta culturale prima ancora che normativa – ha affermato il Presidente della Fondazione di Sardegna, Giacomo Spissu -. La fotografia di Luca Tamagnini fissa un momento preciso di questo paesaggio e lo restituisce come testimonianza.
 
Le immagini diventano memoria condivisa e contribuiscono a definire l'identità dei luoghi che rappresentano. È in questa funzione civile che la fotografia di paesaggio trova oggi il suo significato più pieno. La Fondazione di Sardegna produce e diffonde cultura come parte costitutiva della propria missione e accompagna il lavoro di artisti affermati e di nuove generazioni, costruendo continuità tra esperienze e linguaggi diversi. Sardegna. Paesaggio Costiero si inserisce in questo percorso e offre alla comunità uno strumento di conoscenza del proprio territorio”.
 
In un tempo in cui il Mediterraneo appare sempre più segnato da pressioni ambientali e turistiche, la Sardegna offre un raro esempio di continuità naturalistica. Il lavoro di Luca Tamagnini ne racconta le coste come un periplo ideale: una navigazione visiva che restituisce la dimensione ciclica del paesaggio, rappresentandolo non come semplice dato estetico, ma come spazio attraversato da tensioni contemporanee, dove permanenza e cambiamento coesistono. L'isola restituisce un'identità antichissima, leggibile tanto nei paesaggi costieri quanto in quelli interni, dove tracce preistoriche e stratificazioni storiche alimentano un senso di mistero e sospensione.
Il percorso espositivo unisce rigore geografico e libertà poetica, sviluppandosi come un portolano ideale che inizia e si conclude a Tavolara, percorrendo in senso antiorario l'intero perimetro dell'isola. Dalla linearità delle sue sequenze emerge un confronto fra ciò che resiste e ciò che muta: la natura che si difende e la presenza umana che si ritrae. Attraverso un esercizio di sottrazione, l'autore lascia fuori campo la saturazione turistica – stabilimenti balneari, affollamento delle baie, consumo progressivo delle coste. Il non mostrato diventa così parte integrante del racconto, attivando una riflessione su ciò che normalmente domina lo sguardo. In alcune aree, come gli stagni costieri, i fenicotteri diventano parte integrante del paesaggio; altrove, come a Capo Marargiu, sono i grifoni a imprimere una dimensione simbolica al territorio.
 
Accanto alla contemplazione, la mostra invita a una lettura consapevole delle sfide contemporanee. Le nuove trasformazioni energetiche e climatiche, che pongono l'isola al centro di nuovi interessi industriali e ambientali, riaprono il tema del rapporto tra tutela, sostenibilità e visione del futuro. Senza offrire risposte definitive, Sardegna. Paesaggio Costiero propone un esercizio di memoria e responsabilità. Il progetto restituisce così l'immagine di un Mediterraneo dei primordi, dove la fotografia diventa linguaggio civile e strumento culturale. La bellezza che emerge dalle immagini è una condizione fragile, da comprendere e tutelare.
 
L’autore
Luca Tamagnini già autore di numerosi volumi dedicati al mare italiano e vincitore del Tridente d’Oro dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, è tra i più importanti interpreti del paesaggio costiero del nostro Paese. Ha collaborato con Folco Quilici per una serie di quattordici volumi dedicati alle aree marine protette e ha esposto alla Biennale di Venezia 2011. Mimmo Jodice lo ha premiato nel 2013 con il “Mare Nostrum Awards” per la fotografia. Nel 2018 ha pubblicato per PhotoAtlante il volume fotografico Italia Paesaggio Costiero con la prefazione di Italo Zannier. Nel 2024 ha partecipato alla mostra internazionale Siamo Mare, promossa dal Ministero degli Affari Esteri in occasione del viaggio intorno al mondo della nave scuola Amerigo Vespucci.

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